"Volti e storie dello sport pistoiese"


26
SET
2015
"Volti e storie dello sport pistoiese"
Spicchi di Storia Vol. 9


La publicazione edita da Settegiorni Editore, nono volume della collana di studi storici sul Novecento "Spicchi di Storia" dell'Istituto di Storia Locale della Fondazione, è liberamente scaricabile in formato PDF. Clicca sul riquadro blu "Documenti" nella parte alta della scheda.

Di seguito un estratto dall'introduzione del volume:

Il termine sport è una delle poche parole che non necessita di traduzione essendo presente nella medesima forma in moltissime lingue. Ciò dipende probabilmente dal ruolo sociale che ha assunto nel corso del tempo: è motivo di aggregazione, fonte di valori importanti – come la lealtà, lo spirito di gruppo, la correttezza – ed è funzionale alla tutela della salute. Nel corso del tempo, però, con il diffondersi del professionismo, la dimensione economica ha assunto un ruolo di primo piano (si pensi all’abbigliamento, alla pubblicità, alla televisione), trasformando un’attività ludico-agonistica in un’industria rilevante che sembra aver smarrito la natura pegadogico-educativa, di intrattenimento e di integrazione originaria. Più episodi legati a eventi sportivi di vario tipo, hanno visto il manifestarsi, soprattutto negli ultimi anni, di brutte vicende di razzismo, xenofobia, violenza oppure il ricorso a sostanze dopanti per raggiungere più facilmente il successo. È per questo che occorre promuovere a ogni livello uno sport “sano” e “per tutti”. Anche il lavoro degli storici può essere importante per questo scopo perché l’essenza dello sport è nella sua idea primigenia, nel gesto atletico; in una scomposizione a ritroso questa può essere intesa come la base fondante di ogni disciplina sportiva. Certo servirebbero più studi, più contributi, più presenze nei curricoli universitari di Scienze Motorie di docenti di storia dello sport, archivi facilmente individuabili e accessibili (dovrebbero essere incoraggiate e sostenute in ogni regione azioni di tutela, controllo, valorizzazione degli archivi sportivi e progetti specifici di reperimento e inventariazione per quelli privati di singole personalità appartenenti al mondo sportivo). Lo sport è uno strumento straordinario per comprendere la contemporaneità ma lo è ancora di più quando, come in questo caso, ci viene restituito nelle sue motivazioni più naturali e quindi come patrimonio ideale da non disperdere.
Un grazie infinito alla “squadra” che da sempre mi accompagna, Mario Lucarelli, Giovanni Tronci, Paolo Bresci, Nilo Benedetti e ai “giocatori” scesi in campo quest’anno: Andrea Ottanelli, Silvia Mauro, Claudio Rosati, Gianluca Barni. Un ringraziamento particolare a Federico Tronci che ha contribuito in maniera sostanziale alla parte di documentazione fotografica del volume.

Emanuela Galli, direttrice Istituto di Storia Locale della Fondazione

 

Siamo portati a pensare che le attività, le manifestazioni, apparentemente marginali, anche se parte della vita quotidiana, abbiano poca rilevanza. Lo sport, come attività diffusa e fortemente strutturata, capace di coinvolgere una fetta consistente di popolazione, sia a livello professionale sia amatoriale, ci dimostra, invece, quanto nell’ambito del loisir ci sia ancora molto da approfondire e comprendere, soprattutto se si guarda alla pratica sportiva come a un valido strumento d’indagine della società, a uno specchio fedele delle sue trasformazioni. Basti pensare che negli ultimi anni la disciplina sportiva è stata valutata da molti o come strumento igienico-terapeutico per la salvaguardia della salute o come emblema di una società corrotta che privilegia il successo, la ricchezza a tutti i costi. Ecco che la storia può aiutarci a recuperare contesti, atmosfere, in cui certi valori come la lealtà, la correttezza, la solidarietà, il rispetto, erano i primi se non gli unici obiettivi da perseguire. La Fondazione fin dalla sua istituzione – sono passati esattamente dieci anni – ha riconosciuto all’ambito sportivo una sua profonda legittimità nel contesto sociale, affiancandolo a quello culturale persino nella propria titolazione. In questo arco di tempo ha sempre voluto investire in un proposito ben definito persino dal proprio Statuto: mantenere vive le fondamenta che hanno da sempre contraddistinto qualsiasi attività autenticamente sportiva, promuovendo e organizzando eventi, manifestazioni, legate alle tante discipline e associazioni presenti sul territorio, con particolare attenzione all’approccio dei più giovani e al mondo della scuola. Va da sé che l’Istituto di Storia locale, che ne è diretta diramazione, sotto l’impulso della direttrice Emanuela Galli, non poteva non prendere in considerazione, nella sua collana di studi storici, lo sport in quanto fenomeno complesso che si struttura all’interno di molteplici campi: sociale, economico, culturale. Intorno a esso, spesso sono nati e si sono sviluppati linguaggi e idee che hanno finito con il connotare comunità locali e nazionali. Non possiamo perciò che essere grati agli autori dei saggi, Andrea Ottanelli, Silvia Mauro, Claudio Rosati, Gianluca Barni, per averci restituito quelle radici.
Un ringraziamento sentito a coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione di questo volume, in particolare all’editore Nilo Benedetti che accompagna, ormai da anni, con passione e competenza, questo cammino.

Franco Benesperi, presidente Fondazione Banche di Pistoia e Vignole-Montagna Pistoiese